Berlusconi furioso: comando io. Ma Fitto insiste e va allo scontro dentro FI. Nel frattempo, anche nel resto del centrodestra si discute di alleanze e primarie

20140601-131208-47528432.jpg ROMA, 1 giugno 2014 – È Un centrodestra a dir poco ‘balcanizzato’ quello che discute e si divide, dal voto alle Europee in poi, praticamente su tutto. E non solo perché i voti sono mancati, tranne che alla Lega, praticamente a tutti i suoi protagonisti, ma perché prospettive politiche e dissidi interni sono, a dir poco, esplosi. Certo, il contrasto ormai alla luce del sole tra Fitto e Berlusconi, dentro FI, ha del clamoroso, ma tensioni e rivalità abbondano pure dentro l’Ncd (tra il duo Alfano-Schifani e il tridente Lupi-Quagliariello-Sacconi, più altri) mentre solo la Lega, attorno al vincente Salvini, e FdI restano monolitici. 20140601-131410-47650328.jpg
Dentro Forza Italia, ormai, lo scontro è arrivato al diapason e mister preferenze alle Europee, Raffaele Fitto, ha il coraggio di urlare ‘il re è nudo’: «Silvio ci stupisca con le primarie. Basta pettegoli e scelte imposte dall’alto, serve legittimazione popolare». Apriti cielo. A prendere carta e penna è l’ex premier in persona. «No a uno sterile dibattito a mezzo stampa», recita la sua nota, e appare come una pietra tombale sull’argomento, anche se l’on. Laura Ravetto ha ricevuto formale incarico di scrivere un vero ‘regolamento’ delle primarie: «Il leader sono io che, da vent’anni, di FI sono Fondatore e Presidente». L’altolà di Berlusconi, però, stavolta non chiude, come al solito, la discussione. Anzi, non è neppure metà pomeriggio, e già Fitto ribatte al leader azzurro: quello che fa male a FI, dice, non è il dibattito, ma i veleni. E aggiunge: «Chi discute deve essere considerato una risorsa e non un problema». Il messaggio è chiaro (io, Fitto, sono una risorsa, il ‘cerchio magico’ produce veleni), ma l’effetto diventa dirompente perché Fitto chiede formalmente che il prossimo Ufficio di presidenza di FI si faccia «in diretta streaming». Un ‘Ufficio’, peraltro, che sarà cruciale. All’ultimo, infatti, bisognava decidere sul fare o no, e come, i congressi locali (li vogliono sia il ‘cerchio magico’ che l’asse Verdini-Santanchè, oggi di nuovo ricompattati, contraria l’area Fitto-Gelmini-Polverini ecc.) e come e se fare le primarie (solo per i livelli periferici, vorrebbe Berlusconi; anche per la leadership, chiedono i fittiani), ma tutto è rimasto in sospeso. Come la questione alleanze: con la Lega, firmandone i referendum, come hanno fatto Toti-Brunetta-Romani, o con Alfano, come dicono Fitto&co.? Non contento del maremoto già sollevato, Fitto annuncia, in chiave anti-Verdini, «un piano di rilancio di FI a livello organizzativo e di contenuti». Proprio il leader dell’Ncd, Angelino Alfano, ha proposto «una coalizione popolare e italiana dei moderati», ma con tanti puntini sulle ‘i’ («no a chi è a rimorchio di Lega e FdI») e aprendo «un cantiere moderato con Udc, Popolari per l’Italia» e anche Scelta civica. Non a torto, Ignazio La Russa (FdI) dice: «Ma FI vuole andare con Renzi, magari al governo come Ncd o per farci le riforme, o con noi e la Lega?». All’Ufficio di Presidenza azzurro l’ardua sentenza. In streaming, forse.

NB. Questo articolo e’ stato pubblicato il I giugno 2014 sul Quotidiano Nazionale

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