L’Italia e la sovranita’ nazionale perduta. Dal Trattato di Pace di Parigi (1947) al Fiscal Compact (2011). Il libro di Andrea Cangini

Il premier italoa o che firmo' il trattato di pace di Parigi, Alcide de Gasperi.

Il premier italoa o che firmo’ il trattato di pace di Parigi, Alcide de Gasperi.

ROMA. IL FISCAL Compact del 2012 come il Trattato di Pace del ’47? Due momenti, cioè, in cui l’Italia abdica alla propria sovranità nazionale e si fa imporre durissime condizioni (il pareggio di bilancio nel primo caso, la rinunzia ai propri confini nel secondo) da autorità straniere?

È la tesi del libro di Andrea Cangini, L’onore e la sconfitta. Politica italiana e guerre perse dal Trattato di pace del ’47 al Fiscal compact del 2012 (Minerva Edizioni) presentato ieri alla Camera proprio mentre in aula il premier Renzi illustrava le linee programmatiche del semestre di guida italiana della Ue.

ll libro di Andrea Cangini, L'Onore e la Sconfitta (Minerva editore)

ll libro di Andrea Cangini, L’Onore e la Sconfitta (Minerva editore)

A PRESENTARE il volume, l’ex deputato e scrittore Gennaro Malgieri, l’ex ministro socialista Rino Formica, l’esponente della sinistra Pd ed economista Stefano Fassina. Proprio Fassina ha definito «molto stimolante» il paragone tra i due eventi, «ma, purtroppo, con notevole minore consapevolezza, nel dibattito del 2012, rispetto a quello del 1947». Formica ha ricordato il dibattito del ’47 e le speranze vanificate di chi, come il socialista Colorni, credeva nella (mai attuata) «Europa dei popoli». Malgieri ha parlato delle «due nostre grandi sconfitte», definendo il libro di Cangini «bello e accattivante».
Sono stati i ragionamenti di Fassina e di Malgieri — simili, curiosamente, a quelli che il capogruppo di FI, Renato Brunetta, ha svolto in Aula — a far entrare nel vivo il dibattito.

Il premier italiano che folle il Fiscal Compact (2011), Mario Monti.

Il premier italiano che folle il Fiscal Compact (2011), Mario Monti.

«ANCHE la mia parte politica ha accettato e liquidato il Fiscal compact in modo troppo sbrigativo», ha detto Fassina. Mentre per Formica le conseguenze della guerra persa in questi anni e chiamata «crisi economica» sono state ancor più gravi di quelle seguite alla sconfitta del 1945: «A differenza delle condizioni imposte dagli alleati per la pace nel ’47, gli effetti della ‘crisi economica’ hanno minato la sovranità nazionale e l’hanno fatto violando la Costituzione, che all’articolo 11 condiziona eventuali ‘limitazioni di sovranità’ a ‘condizioni di parità con gli altri Stati’». Parità che con la Germania della signora Merkel non c’è stata.

NB. Questo articolo e’ stato pubblicato il 25 giugno 2014 sulle pagine di @quotidiano.net .

 

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