Effetto sentenza Ruby. Renzi: “Avanti con Forza Italia”. Le riforme ora accelerano il passo

Interno dell'aula di palazzo Madama

Interno dell’aula di palazzo Madama

ROMA – “Abbiamo fatto con Forza Italia un accordo istituzionale perché in un Paese civile è meglio se si va avanti insieme”. Il premier, Matteo Renzi, parla di riforme dal Mozambico, dove si trova in visita di Stato, all’indomani della sentenza di assoluzione di Berlusconi per il caso Ruby.

 

‘Tutto va bene, madama la Marchesa”, e’ il concetto, con Forza Italia, almeno per quanto riguarda la ‘madre di tutte le riforme’(istituzionali), quel ddl Boschi che, da lunedi, riprendera’ il suo faticoso, lento, cammino. Concetto ribadito da molti esponenti del Pd ed evidente gia’ dal silenzio freddo e consapevole con cui il Pd ‘ufficiale’ aveva accolto la sentenza.

Silvio Berlusconi nella nuova sede di Forza Italia a San Lorenzo in Lucina.

Silvio Berlusconi nella nuova sede di Forza Italia a San Lorenzo in Lucina.

E proprio sulla sentenza Ruby in se’ il premier ha ricordato: “Non ho mai commentato una sentenza e non inizierò a farlo oggi. Rispetto i lavoro dei magistrati”, ma FI (Brunetta) gia’ chiede al Pd la riforma della Giustizia. D’altra parte, il premier e segretario del Pd insiste a tenere scisso il piano politico da quello giudiziario: “Con Forza Italia – spiega – che rappresenta milioni di voti non c’è un accordo di governo ma istituzionale perché in un Paese civile le regole si fanno insieme. Dal punto di vista istituzionale avrei mantenuto la parola anche se Berlusconi fosse stato condannato”.

Anna Finocchiaro (Pd), presidente della I commissione Affari cost del Senato.

Anna Finocchiaro (Pd), presidente della I commissione Affari cost del Senato.

Parole destinate a far infuriare vieppiu’ l’animo dei ribelli e dissidenti Pd mentre in casa azzurra e’ tutto un fiorire di dichiarazioni, dal capogruppo al Senato, Paolo Romani in giu’, del genere “avanti tutta con le riforme”. “Le riforme – glossa, saggio, il senatore Donato Bruno – non diventano più facili dopo la sentenza di assoluzione per Berlusconi. E’ un percorso inevitabile che sarebbe andato avanti comunque, visto che Berlusconi ha sempre tenuto fede al patto, anche a costo di suscitare mal di pancia all’interno del partito”. Mal di pancia, quelli dei ‘dissidenti’ azzurri che – tranne alcuni casi isolati e, ormai, ai limiti dell’eroismo suicida (Minzolini, Bonfrisco, Caliendo, D’Anna) – e’ facile prevedere che siano quasi tutti ‘in rientro’.

Grillo e Casaleggio. il leader dell'M5S e il suo Richelieu sempre nell'ombra...

Grillo e Casaleggio. il leader dell’M5S e il suo Richelieu sempre nell’ombra…

Ben diverso, invece, ma anche qui scontato, il discorso che il premier fa nei confronti dei grillini: “Dall’estero – punge Renzi – sono colpito dai tentativi politici di Grillo. Ogni giorno c’e’ una novità: ha un modo di fare da Prima Repubblica, con la differenza che lui non ha i voti”. Trasformismo, dunque, la peggiore delle accuse. Apriti cielo, in questo caso quello grillino. “Il Pd sta mettendo in dubbio le buone intenzioni dell’M5S al tavolo sulla legge elettorale” tuona una nota penta stellata. Grillo e Casaleggio non lasciano più spazio a trattative con i democratici: “Renzi parla di sconfessione dal blog che non c’e’ mai stata. Non esiste – dicono i due fondatori M5S, naturalmente mentendo in modo smaccato – una linea Grillo/Casaleggio ne’ una linea Di Maio. Non esistono linee all’interno del movimento, se non quella dei cittadini. Il Pd fa fatica a comprenderlo perché difende gli accordi segreti del patto del Nazareno”. Accordo che, tuttavia, bello o brutto che sia, da Ruby in poi terra’ eccome.

NB. Questo articolo e’ stato scritto e pubblicato sulle pagine di Politica del Quotidiano o Nazionale (http://www.quotiidano.net) il 20 luglio 2014.