In Aula anche di notte e di domenica. Senatori costretti agli straordinari…

Il portone d'ingresso di palazzo Madama.

Il portone d’ingresso di palazzo Madama.

ROMA – Si inizia alle nove del mattino e si va avanti fino a mezzanotte. Tutti i giorni, h 24, sabati e domeniche comprese fino all’8 agosto ma con un incubo ancora maggiore: il rischio di finire assai oltre. Sono i ‘turni’ di un vu cumprà che raccoglie i pomodori a Foggia? No, macché. Sono i turni che dovranno rispettare i 320 senatori della Repubblica italiana e già a partire dalla prossima settimana.

 

Così’ ha stabilito il ‘nuovo’ calendario dei lavori di palazzo Madama dopo una conferenza dei capigruppo durata oltre due ore, con decisione presa ‘a maggioranza’ e non ‘all’unanimità’ e, poi, dopo il dibattito e il voto dell’Aula stessa durato altrettante ore. Solo che definir il dibattito ‘infuocato’ ormai non rende più l’idea. Siamo, per l’M5S, allo scontro tra maggioranza ‘nazional-fascista’ di mussoliniana memoria (Renzi e il suo Pd…) e la democratica e orgogliosa opposizione dell’Aventino (i pentastellati, ovvio…). Morale: da oggi il Senato è – per le opposizioni, tutte unite (M5S, Misto, Sel, Gal, socialisti, popolari, dissidenti azzurri e democrat e, da ieri, comprensive anche della Lega: in tutto quasi cento voti) – non solo il luogo dove si consuma la “morte della democrazia”, ma un luogo dove occorrerà lavorare tanto, con fatica né requie. Un incubo, se si considera che i senatori hanno ‘na certa’ (età).

Il ministro alle Riforme Maria Elena Boschi (Pd).

Il ministro alle Riforme Maria Elena Boschi (Pd).

Certo, ieri le opposizioni e, anche, va detto, l’intero gruppo di FI, capitanato da Paolo Romani, ci hanno provato eccome a fermare l’offensiva del governo, ma non c’è stato nulla da fare. E sia pure se solo con cinque voti di scarto, come hanno fatto notare subito Chit&co., la modifica al calendario dei lavori del Senato è stata approvata. Del resto, il capogruppo democrat, Luigi Zanda, era stato chiaro: “Con oltre 8 mila emendamenti presentati, la riforma costituzionale non verrebbe approvata neanche a fine 2014. Senza dire che – continua Zanda – Abbiamo già avuto 50 ore di discussione in aula e di dibattito”. Dibattito fermo ancora, e senza neppure uno straccio di voto, all’esame dell’articolo 1 del ddl Boschi…

E così, dopo due ore di insulti, scambi di accuse, nocche che battevano forsennatamente sui libroni contenenti gli emendamenti (dai banchi M5S) e urla a scena aperta che non fanno più notizia, Grasso mette in votazione le proposte di modifica al calendario, con tanto di ostruzionismo persino sulla modifica del medesimo.

Roberto Calderoli (Lega), correlatore del ddl riforme al Senato.

Roberto Calderoli (Lega), correlatore del ddl riforme al Senato.

Finisce come detto: cinque voti di scarto, grazie a banchi del governo insolitamente pieni, e un calendario mai visto prima, al Senato, ma che è anche l’unico modo per evitare armi estreme come ‘tagliola’ e ‘ghigliottina’ contro gli emendamenti, specie quelli ‘a canguro’ (articoli simili per argomento che decadono se si boccia il primo), e il famoso ‘filibustering’ (ostruzionismo) di ogni opposizione.

Per tornare dal serio al faceto, invece, non è mancata la polemica sulla ‘Messa’ della domenica. “Come faranno i cattolici che la domenica vanno in chiesa?!” s’indigna la senatrice Laura Bignami (Misto-ex M5S) che avverte: “qui si conculca la libertà religiosa!”. Governo, insomma, ‘ateo e senza Dio’.

 

Matteo Renzi vota al suo seggio di Pontassieve (Firenze).

Matteo Renzi vota al suo seggio di Pontassieve (Firenze).

E Renzi? Il premier si limita al classico twett: “Andiamo avanti senza paura”. In realtà, l’obiettivo è arrivare al Consiglio europeo del 30 agosto a riforma del Senato incassata per flettere i muscoli con l’Unione. L’alternativa, pronta come una mannaia, non è la ‘ghigliottina’ al dibattito, ma l’altolà lanciato da un renziano doc, il vicepresidente della Camera, Roberto Giachetti: “Matteo, Torniamo a votare, e presto”.

 

 

NB. Questo articolo e’ stato pubblicato sulle pagine di Politica di QN (htp://www.quotidianonazionale.net) il 23 luglio 2014 a pagina 2 (apertura).

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