È’ stallo sul successore della Mogherini alla Farnesina. Va male l’incontro tra Renzi, che propone la Quartapelle, e Napolitano, che insiste su Pistelli. Oggi l’incontro risolutivo tra i due

ROMA – L’incontro tra il Capo dello Stato e il premier, Matteo Renzi, sul nuovo titolare del dicastero della Farnesina è andato assai male. Le interpretazioni divergono solo su un punto, la ‘rosa’ dei nomi proposta da Renzi a Napolitano. A lasciare è Federica Mogherini, che ieri ha tenuto un sincero e commosso discorso (“Il mio non è un addio, ma un arrivederci”, ha detto il ministro, ricevendo una standing ovation dai banchi del Pd e le consuete contestazioni dei grillini) alla Camera per annunciare le sue dimissioni da deputato. Dimissioni obbligate, quelle della Mogherini: la carica di ‘lady Pesc’, e cioè di responsabile della Politica estera della UE, sarà operativa da sabato I novembre ed è incompatibile con l’incarico di parlamentare nazionale (al suo posto andrà Marco Bergonzi). Morale: a partire da sabato, il posto di titolare della Farnesina sarà vacante e Renzi potrebbe prenderne l’interim, anche se per pochi giorni.

Ecco perché il colloquio avvenuto ieri mattina al Quirinale avrebbe dovuto essere risolutivo e ancor più lo sarà quello di oggi. Il problema è che il premier avrebbe proposto, a Napolitano, il nome della giovane, molto giovane (32 anni), Lia Quartapelle. Pur stimata e conosciuta, sul Colle, Napolitano non avrebbe neppure voluto sentire parlare della possibilità di nominare, nel nevralgico ruolo di ministro degli Esteri, “una ragazza brava ma inesperta e sconosciuta, a livello europeo e delle diplomazie internazionali”. Napolitano – sottolineano ancora fonti vicine al Quirinale – avrebbe definito, con nettezza, il perimetro della scelta da fare. Un ‘perimetro’ da lui ricordato in un recente intervento pubblico: conoscenza minuziosa di tutti i delicati dossier internazionali, forte presenza politica, capacità di confrontarsi con i colleghi europei da pari a pari, perfetta conoscenza della lingua inglese.

Un identikit che, tra governo e Pd, corrisponde a un nome solo: quello dell’attuale viceministro alla Farnesina, Lapo Pistelli. In questo caso, però, è Renzi che non vuol sentir parlare di Pistelli. Sia per le antiche ruggini politiche fiorentine contro il suo antico mentore Pistelli sia perché Renzi vuole, a tutti i costi, “una donna, e giovane”, alla Farnesina, con l’idea di farla lui, la politica estera.
Obiezioni sarebbero state avanzate, sempre dal Colle, su un’altra donna, Elisabetta Belloni, proposta come alternativa da Renzi. La Belloni, infatti, che ha passato l’intera carriera alla Farnesina e che ora guida il dipartimento Risorse Umane, ha un profilo troppo “tecnico” e poco “politico”, sempre nel giudizio del Quirinale.

Tramontata, come sembra, anche la candidatura di Marina Sereni, vicepresidente della Camera, fassiniana ed ex responsabile Esteri, per i motivi di cui sopra (scarsa esperienza e notorietà all’estero), Napolitano ha, in sostanza, respinto la rosa di Renzi, e con perdite. A questo punto e entro oggi, o il premier accetta il diktat del Colle nominando Pistelli, magari con la Quartapelle come vice, oppure insiste sulla Sereni. O, forse, tira fuori dal cilindro un quinto nome del tutto inaspettato e a ora tenuto ‘coperto’. Alla Renzi, insomma.

NB. Questo articolo è stato pubblicato sulle pagine di politica del Quotidiano Nazionale il 31 ottobre 2014.

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