Il ‘Grande Gioco’ del Quirinale/2. Luoghi, volti e simboli del Colle più alto

Napolitano nel suo studio al Quirinale

Napolitano nel suo studio al Quirinale

Il Palazzo del Quirinale, che sorge sull’omonimo colle di Roma ed è la residenza ufficiale del Presidente della Repubblica italiana, ha una storia troppo lunga e troppo bella per poterla riassumere qui. Del resto, a farsene un’idea, basta aprire il sito ufficiale del Quirinale (www.quirinale.it). Qui, però, racconteremo di alcuni luoghi e topos quirinalizi che hanno una rilevante importanza per la Politica.

Corazzieri. Al di là del fatto che oggi sono più famosi quelli che Crozza interpella quando imita Napolitano (“Corazziere uno” e “Corazziere due”…), il ‘reggimento’ (dal 1992) dei Corazzieri è una cosa serissima. Si tratta della guardia d’onore del Presidente della Repubblica e una forza specializzata dell’Arma dei Carabinieri. Prima del ’92, il reparto si chiamava Reggimento Carabinieri Guardie della Repubblica e, fino al 1990, Comando Carabinieri Guardie del Presidente della Repubblica. Il corpo dei corazzieri si costituì il 7 febbraio 1868 a Firenze, allora Capitale d’Italia. Nel 1870 lo Squadrone Carabinieri Guardie del Re, già allora soprannominato Squadrone Corazzieri, divenne l’unico reparto con il compito di proteggere la casa reale. Nel 1871, quando la monarchia si trasferì da Firenze a Roma, lo Squadrone entrò a far parte della Legione Carabinieri di Roma e si insediò al Quirinale. Quando, il 13 giugno 1946, Umberto II di Savoia lasciò l’Italia sciolse il giuramento al Re che lo squadrone aveva pronunciato, liberandoli da ogni vincolo. Lo squadrone tornò ufficialmente al Quirinale l’11 maggio 1948, col presidente della repubblica Luigi Einaudi. Nel 1978 al reparto venne concesso lo stendardo e, nel 1986, un proprio stemma araldico: vi campeggia il motto “virtus in periculis firmior” (il coraggio diventa più forte nel pericolo).
I membri del reggimento si distinguono per le uniformi e l’altezza. Diventare corazziere è tutt’altro che facile. Oltre ai requisiti fisici (almeno 190 cm di altezza e una costituzione “adeguatamente armoniosa”) e ad un’indiscussa moralità personale e familiare, bisogna avere eccellenti trascorsi disciplinari e di servizio. Inoltre, bisogna saper cavalcare alla perfezione i cavalli del reparto, tutti di razza irlandese.
Un corazziere deve saper guidare con perizia anche le imponenti Moto Guzzi California, usate nei servizi d’onore.

Giardini (del Quirinale). E’ qui che si tiene il ricevimento per la Festa della Repubblica, ogni 2 giugno, tradizione che, però, Napolitano ha sospeso da qualche anno, in nome dell’austerity, limitando la sua apparizione a un breve saluto, ma senza cocktail per vip e personalità politiche. Sempre quel giorno sono aperti al pubblico. E sono assolutamente da visitare. Famosi per la loro posizione privilegiata che li fanno apparire quasi come un’isola sopraelevata su Roma, furono nel corso dei secoli modificati a seconda dei gusti e delle necessità della corte papale. L’attuale sistemazione integra il giardino “formale” seicentesco prospiciente il nucleo originale del palazzo con il giardino “romantico” della seconda metà del Settecento, conservando di quell’epoca l’elegante Coffee House edificata dal Fuga come sala di ricevimento di Benedetto XIV. Complessivamente occupano ben quattro ettari di terreno.

Flaminia (presidenziale). L’auto presidenziale per eccellenza è, ovviamente, la celebre Lancia Flaminia. Commissionata a marzo del 1960 dall’allora presidente della Repubblica Giovanni Gronchi in quattro esemplari, l’aristocratica Lancia Cabriolet Landaulet nera della casa automobilistica Lancia venne prodotta in soli sei mesi.
La carrozzeria Pininfarina realizzò le vetture secondo le specifiche personalmente richieste da Gronchi. Cinque metri e mezzo di lunghezza, 20 quintali di peso, motore 2.5, lo stesso di una Berlina di serie, una capienza che permette di ospitare fino a sette persone, di cui due su comodi divanetti in pelle, la loro velocità massima non supera i 120 km/h. Dopo il primo rodaggio sull’Autosole del 1960, raramente le Flaminie hanno effettuato lunghi spostamenti su strada. Le quattro Flaminia Cabriolet-Landaulet vennero battezzate con nomi di cavalli: Belfiore, Belmonte, Belvedere e Belsito. Attualmente nel garage del presidente sono rimaste solo la Belfiore e la Belsito. Infatti, nel 1982, durante la presidenza Pertini, due Flaminia vennero congedate: vendute all’asta. Sia Cossiga che Scalfaro che Ciampi hanno usato la Flaminia mentre Napolitano l’ha rispolverata per la parata militare del 2 giugno 2013 che celebra la Festa della Repubblica.
Una curiosità riguarda il primo capo dello Stato, Enrico De Nicola, uomo di grande austerità di costumi: eletto presidente della Repubblica, giunse a Roma da Torre del Greco a bordo della sua auto privata, mettendo in subbuglio il mondo politico e la polizia fino al suo arrivo nella Capitale.

Salone (delle Feste). È l’ambiente più grande e solenne del Quirinale, dove giura il nuovo Governo e si tengono i pranzi ufficiali che offre il Capo dello Stato. Dal 1616 questa sala, un tempo Sala Regia, divenne sede dei pubblici concistori. Nel 1873 i Savoia la trasformarono in una sfarzosa sala da pranzo e ballo. Al centro della volta è da ammirare il Trionfo dell’Italia, il resto della sala è completamente ricoperto di elementi architettonici, scultorei e pittorici bianchi o dorati. Il pavimento è coperto da quello che è considerato il secondo tappeto più grande del mondo (è di circa 300 mq).

Studio (del Presidente). E’ qui che il presidente della Repubblica tiene gli incontri ufficiali con i Capi di Stato e i segretari di partito durante le consultazioni per la formazione del Governo. In origine, la stanza era la camera da letto estiva dai pontefici. Tra gli arredi degni di nota, c’è la scrivania francese del 1750 dalla quale il Presidente pronuncia il Messaggio di Capodanno. Il dipinto dietro la scrivania, della seconda metà del ’600, è del Borgognone.

Vetrata (studio della). E’ qui, nello studio ‘alla Vetrata’ del Quirinale, che il Presidente della Repubblica, il presidente del Consiglio incaricato e i rappresentanti dei vari partiti politici parlano alla stampa durante e alla fine delle consultazioni per la formazione di un nuovo governo.
La sala si trova nel nucleo più antico del Palazzo del Quirinale, costruito nel 1583-1585 per papa Gregorio XIII Boncompagni (1572-1585), e in origine era una loggia aperta verso il cortile. La chiusura delle arcate con cinque finestroni risale al tardo Settecento e, proprio per la presenza delle grandi finestre, è nota anche come “Vetrata”.

NB. Questo articolo è stato pubblicato l’11 dicembre 2014 nella sezione blogger del Quotidano.net (http://www.quotiidano.net) sezione ‘I giardinetti di Montecitorio’.