Elezioni presidenziali/15. Statistiche, numeri, dse peculiarità di 11 presidenti della Repubblica

Il 'tetto' del Quirinale.

Il ‘tetto’ del Quirinale.

Ecco un sunto delle puntate sulle elezioni presidenziali raccontate su questo blog, questa volta dal punto di vista delle statistiche e sui numeri da sapere su tutti e dodici i Presidenti.

I) 1946. Enrico De Nicola, 1946-1948 (Napoli, 1877 – Torre del Greco, 1959): avvocato monarchico e liberale. Più volte deputato, presidente della Camera nel 1920 e 1924, senatore regio dal 1929, è capo provvisorio dello Stato nel 1946, presidente della Repubblica nel 1948 (a 69 anni), senatore a vita dal 1948,nonché primo presidente della Corte costituzionale nel 1956. Al momento dell’elezione è scapolo e senza figli.

Insediamento: I gennaio 1948 (già Capo provvisorio dello Stato dal 28 giugno 1946) – Fine mandato: 12 maggio 1948 – Motivazioni: I disposizione transitoria e finale della Costituzione – Partito di appartenenza: PLI

Modalità di elezione. Grandi elettori: 573 (i membri dell’Assemblea costituente). I votazione: 28 giugno 1946. Data di elezione: 28 giugno 1946. Giorni necessari per l’elezione: uno. Scrutini necessari: 1. Votanti: 501 – quorum: 323 (maggioranza dei 3/5 dell’Assemblea costituente). Elezione. Al I scrutinio De Nicola risulta eletto con voti ottenuti: 396 (73,7%). Partiti a favore: DC – PCI – PSIUP – PRI – PLI. Partiti contrari: UQ. Avversari battuti: nessuno. Rielezione. Dimissioni volontarie il 25 giugno 1946 e rielezione, sempre da parte dell’Assemblea costituente, il 26 giugno 1947 con 405 voti su 431 votanti. Legislature di pertinenza: Assemblea costituente (1946-1947, Camera unica). Governi insediati: De Gasperi I (1945-’46, di CNL:,DC-PCI-PSIUP-PLI-PDL-PD’AZ), De Gasperi II e III (1946-1947, di tripartito:DC-PSI-PCI) – De Gasperi IV (1947-’48, di quadripartito: DC-PLI-PSLI-PRI).

Discorso di insediamento (tema: i partiti): “I partiti, che sono la necessaria condizione di vita dei governi parlamentari, dovranno procedere nelle lotte per il fine comune del pubblico bene. Come diceva un grande stratega, marciare divisi per colpire uniti”. NB. Il suo discorso venne letto e non pronunziato in aula: al momento dell’elezione, De Nicola non si trovava in Parlamento né a Roma, ma a Napoli.

Peculiarità elezione. Si sceglie un monarchico, dopo il referendum costituzionale (2 giugno 1946) che aveva scelto, non per molti voti, la Repubblica sulla Monarchia e un meridionale a fronte dei leader politici del momento al governo tutti settentrionali (trentino De Gasperi, piemontese Togliatti, romagnolo Nenni). Arrivò al giuramento con un’ora e mezzo di ritardo e non volle mai risiedere al Quirinale.

II) 1948. Luigi Einaudi, 1948-1955 (Carrù, Cuneo, 1874 – Torino, 1961): economista monarchico e liberale. Senatore del Regno dal 1919, governatore della Banca d’Italia (1945-1948), ministro alle Finanze (1947, III governo De Gasperi) e al Bilancio (1947-’48, IV governo De Gasperi). Presidente della Repubblica nel 1948, senatore a vita a partire dal 1955, a lungo scrittore e collaboratore economico del Corriere della Sera. Al momento dell’elezione ha 74 anni ed è coniugato con la signora Ida Pellegrini Einaudi, da cui ha tre figli.

Insediamento: 12 maggio 1948  – Fine mandato: 11 maggio 1955 – Motivazioni: scadenza naturale – Partito di appartenenza: PLI

Modalità di elezione. Grandi elettori: 900 (solo membri del Parlamento, non erano presenti rappresentanti delle regioni tranne la Sicilia). Prima votazione: 10 maggio 1948. Data di elezione: 11 maggio 1948. Giorni necessari: 2. Scrutini necessari: 4. Elezione. Al IV scrutino Einaudi risulta eletto con questi numeri: presenti: 872 – votanti: 871 – quorum: 451 – voti ottenuti: 518 (57,5%). Partiti a favore: DC – PLI – PSLI – PRI. Partiti contrari: PCI – PSI – UQ (Uomo qualunque) – PDIUM (monarchici). Avversari battuti: Vittorio Emanuele Orlando (320 voti), candidato di PCI – PSI. Legislature di pertinenza: I (1948-1953) e II (1953-1958). Governi insediati: De Gasperi V (1948-50, di quadripartito), De Gasperi VII (1950-1951, DC-PSLI-PRI), De Gasperi VII (1951-1953, DC-PRI), de Gasperi VIII (1953, DC), Pella (1953-‘54, DC), Fanfani I (1954, DC), Scelba (1954-’55, DC-PSDI-PLI). Discorso di insediamento (tema: l’Europa): “Per ben due volte abbiamo dato al mondo una prova della nostra volontà di ritorno alle libere, democratiche competizioni politiche e della nostra capacità a cooperare uguale, tra uguali, nei consessi nei quali si vuole ricostruire l’Europa”. Peculiarità elezione. Fu uno dei pochi presidenti eletti con la sola maggioranza di governo (allora composta da Dc-PSLI-PLI-PRI). E’ la prima elezione presidenziale compiuta dal Parlamento in seduta comune. Per la prima volta compaiono anche i ‘franchi tiratori’ che affondano la candidatura del ministro degli Esteri Sforza.

III) 1955. Giovanni Gronchi, 1955-1962 (Pontedera, Pisa, 1877 – Roma, 1978): uomo politico democristiano. Tra i fondatori del Ppi (1919), deputato, sottosegretario nel I governo Mussolini (1922), poi esule, ministro dell’Industria nel III e IV governo Bonomi (1943-44), nel governo Parri (1944) e nel I governo De Gasperi (1944-45). Deputato alla Costituente e presidente del gruppo della Dc, rieletto deputato, viene eletto presidente della Camera nel 1948 e nel 1953. Presidente della Repubblica nel 1955, senatore a vita a partire dal 1962. Al momento dell’elezione ha 68 anni ed è coniugato con Carla Bissatini Gronchi, da cui ha due figli.

Insediamento: 11 maggio 1955 – Fine mandato: 11 maggio 1962 – Motivazioni: scadenza naturale – Partito di appartenenza: DC (area di sinistra).

Modalità di elezione. Grandi elettori: 843 (833 membri del Parlamento più dieci delegati regionali delle regioni a statuto speciale). Prima votazione: 28 aprile 1954. Data di elezione: 29 aprile 1954. Giorni necessari: due. Scrutini necessari: 4. Elezione. Al IV scrutinio Gronchi risulta eletto con questi numeri: presenti: 833 – votanti: 833 – quorum: 422 – voti ottenuti: 658 (78%). Partiti a favore: DC – PSI –PCI – PDIUM – MSI. Partiti contrari: PLI – PRI – PSDI. Avversari battuti: Luigi Einaudi (70 voti), candidato di bandiera del Partito liberale (Pli). Legislature di pertinenza: II (1953-1958) e III (1958-1963). Governi insediati: Segni I (1955-’57, DC-PSDI-PLI), Zoli (1957-’58, DC, appoggio esterno di Monarchici e MSI), Fanfani II (1958-’59, DC-PSDI), Segni II (DC-PLI-Monarchici-MSI), Tambroni (1960, DC-MSI), Fanfani III (1960-’62, DC, appoggio esterno PLI-PSDI-PRI), Fanfani IV (1962-1963, DC-PSDI-PRI, appoggio esterno PSI, I governo di centrosinistra).

Discorso di insediamento (tema: il lavoro). “Nessun progresso si realizza nella vita interna di ciascuna nazione e nei rapporti internazionali senza il concorso e il consenso del mondo del lavoro”. Peculiarità elezione. E’ il primo presidente della Repubblica eletto a larga maggioranza (oggi si direbbe ‘larghe intese’) e, cioè, con i voti del PCI e, in generale, delle sinistre (PSI-PSDI), ma anche da parte delle destre (MSI e monarchici). La RAI riprende l’evento.

 IV) 1962. Antonio Segni, 1962-1964 (Sassari, 1891 – Roma, 1972): docente di diritto civile e uomo politico democristiano. Tra i fondatori del PPI (1919), deputato alla Costituente, sottosegretario e ministro in diversi governi tra cui dell’Agricoltura nel II (1946), III e IV (1947), V (1948) e VI (1950) De Gasperi, dell’Istruzione nel VII (1953) governo De Gasperi e nel governo Pella (1953). Presidente del Consiglio e ministro dell’Interno (1959-1960), ministro degli Esteri nel governo Tambroni (1960) e nel III (1960) e IV (1962) governo Fanfani. Presidente della Repubblica nel 1962, colpito da ictus il 7 agosto 1964, Segni formalmente si dimette il 6 dicembre 1964. Rimane gravemente malato, ma comunque è senatore a vita dal 1964 alla morte. Al momento dell’elezione ha 69 anni ed è coniugato con Laura Carta Caprino, da cui ha 4 figli. Uno, Mario Segni, fu promotore della stagione elettorale referendaria del 1991-’92.

Insediamento: 11 maggio 1962. Fine mandato: 6 dicembre 1964 Motivazioni: dimissioni (ragioni di salute). Causa impedimento ‘temporaneo’ occorso il 7 agosto 1964, Segni viene sostituito dal presidente del Senato, Cesare Merzagora, come presidente della Repubblica supplente dal 10 agosto al 28 dicembre 1964. Partito di appartenenza: DC (area di destra).

  1. Modalità di elezione. Grandi elettori: 854 (844 membri del Parlamento e dieci delegati regionali delle regioni a statuto speciale). Prima votazione: 2 maggio 1968 – Data di elezione: 6 maggio 1962. Giorni necessari: cinque. Scrutini necessari: 9.
  2. Elezione. Segni viene eletto al IX scrutinio con questi dati: presenti: 842 – votanti: 842 – quorum: 428 – voti raccolti: 443 (51,8%). Partiti a favore: DC – PLI – PRI – PDIUM – MSI. Partiti contrari: PSI – PCI. Avversari battuti: Giuseppe Saragat (334 voti) candidato di PCI – PSI – PSDI.
  3. Legislature di pertinenza: III (1958-1963)
  4. Governi insediati: Leone I 1963, DC, appoggio esterno centrosinistra); Moro I (1963-’64, DC-PSDI-PRI-PSI); Moro II (1964-‘66, DC-PSDI-PRI-PSI).
  5. Discorso di insediamento (tema: l’Europa). “A questa nuova organizzazione dell’Europa tendono i tempi nuovi. Per essa anche io ho lavorato con fede ai fini di progresso e di pace e auspico che alla sua realizzazione si diriga l’impegno del governo e del Parlamento”.
  6. Peculiarità elezione. E’ il primo presidente eletto con i voti determinante delle destre e sarà il primo presidente a dimettersi (per ragioni di salute). Prima diretta tv della RAI.

 V) 1964. Giuseppe Saragat, 1964-1971 (Torino, 1898 – Roma, 1988): uomo politico socialista. Socialista e antifascista, esule durante il regime, ambasciatore d’Italia a Parigi (1945), deputato e presidente dell’Assemblea costituente (1946-1947), nel gennaio 1947 fonda il PSLI (poi PSDI) con la scissione di palazzo Barberini. Vicepresidente del IV governo De Gasperi (1947), deputato dal 1948 al 1962, vicepresidente nei governi Scelba (1954) e Segni (1955), ministro degli Esteri nel I (1963) e nel II (1964) governo Moro, presidente della Repubblica nel 1964, dal 1971 senatore a vita. Al momento dell’elezione ha 66 anni ed è vedovo di Giuseppina Bollani, ha due figli.

Insediamento: 29 dicembre 1964 Fine mandato: 29 dicembre 1971 Motivazioni: scadenza naturale Partito di appartenenza: PSDI (di cui è stato il fondatore, come PSLI, nel 1947).

Modalità di elezione. Grandi elettori: 963 (950 componenti del Parlamento più tredici delegati regionali). Prima votazione: 16 dicembre 1964. Data di elezione: 28 dicembre 1964. Giorni necessari: dodici. Scrutini necessari: 21. Elezione. Al XXI scrutinio Saragat viene eletto con questi dati: presenti: 932 – votanti: 927 – quorum: 482 – voti ottenuti: 646 (67%). Partiti a favore: DC – PSDI – PRI – PSI – PCI. Partiti contrari: PLI – MSI – PDIUM. Avversari battuti: Gaetano Martino (56 voti), candidato di bandiera del PLI.

  1. Legislature di pertinenza: IV (1963-1968) e V (1968-1972).
  2. Governi insediati: Moro III (1966-’68, DC-PSI-PSDI-PRI), Leone II (1968, monocolore DC), Rumor I (1968-’69, DC-PSU-PRI, di centrosinistra), Rumor II (1969-’70, monocolore DC), Rumor III (1970, DC-PSDI-PSI-PRI), Colombo (1970-’72, DC-PSI-PSDI-PRI).
  3. Discorso di insediamento (tema: le riforme). “Metterei l’accento sulla casa ai lavoratori, sulla sanità pubblica e sulla scuola che, nel breve volgere di anni, deve venire democratizzata”.
  4. Peculiarità elezione. E’ il primo esponente socialista, sia pure moderato e anticomunista, che sale al Quirinale. Per la prima volta il Parlamento vota sotto Natale. E’ l’esordio della formula dell’ “arco costituzionale” (tutti i partiti che hanno partecipato alla Resistenza, quindi con l’esclusione di monarchici e missini). Suo il primo vero discorso di Capodanno.

VI) 1971. Giovanni Leone, 1971-1978 (Napoli, 1908 – Roma, 2001): avvocato e uomo politico democristiano. Docente di diritto e procedura penale, avvocato penalista di fama, autore di numerose pubblicazioni. Iscritto alla Dc dal 1946, membro della Costituente, relatore del titolo della Costituzione concernente la magistratura, deputato dal 1948 al 1963, vicepresidente della Camera nel 1950 e nel 1953, presidente della Camera eletto nel 1955, 1958 e 1958, presidente del Consiglio dei Ministri nel 1963 e nel 1968 (I e II governo Leone), senatore a vita dal 1967, prima ancora dell’elezione a presidente della Repubblica, avvenuta nel 1971. Al momento dell’elezione ha 63 anni, è coniugato con la signora Vittoria Michitto Leone, da cui ha tre figli. Riabilitato con una cerimonia solenne al Senato il 3 novembre 1988, è il primo ex presidente della Repubblica a fregiarsi, oltre che dell’incarico di senatore a vita, del titolo di presidente ‘emerito’ della Repubblica, conferito per legge del 25 settembre 2001 a tutti gli ex presidente della Repubblica (finora: Scalfaro, Ciampi).

  1. Insediamento: 29 dicembre 1964
  2. Fine mandato: 15 giugno 1978
  3. Motivazioni: dimissioni (per ragioni politiche). Dal giorno delle sue dimissioni, formalizzate il 15 giugno 1978, fino all’8 luglio 1978 le funzioni di capo dello Stato supplente vengono assunte dal presidente del Senato, Amintore Fanfani.
  4. Partito di appartenenza: DC (area centrista)
  5. Modalità di elezione. Grandi elettori: 1008 (950 membri del Parlamento e 58 delegati regionali, per la prima volta di tutte le regioni, comprese quelle a statuto ordinario, entrare in vigore solo nel 1970). Prima votazione: 9 dicembre 1971. Data di elezione: 24 dicembre 1971. Giorni necessari: quindici. Scrutini necessari: 23.
  6. Elezione. Leone viene eletto al XXIII scrutinio (ad oggi il numero di scrutini più alto necessario) con questi dati: presenti: 996 – votanti: 996 – quorum: 505 – Voti ottenuti: 518 (51,3%). Partiti a favore: DC – PLI – PRI – PNM – MSI. Partiti contrari: PCI – PSI – PSDI – PDUP. Avversari battuti: Pietro Nenni (408 voti), candidato delle sinistre (PCI-PSI).
  7. Legislature di pertinenza: V (1968-1972) – VI (1972-1976) – VII (1976-1979). Per la prima volta un presidente della Repubblica scioglie in via anticipata una legislatura (1972).
  8. Governi insediati: Andreotti I (1972, monocolore DC), Andreotti II (1972-’73, DC-PLI-PSDI, neocentrismo), Rumor IV (1973-’74, DC-PSI-PSDI-PRI, centrosinistra), Rumor V (1974, DC-PSI-PSDI, centrosinistra), Moro IV (1974-1976, DC-PRI, centrosinistra), Moro V (1976, monocolore DC, dialogo con il centrosinistra e il PCI), Andreotti III (1976-‘78, monocolore DC, solidarietà nazionale), Andreotti IV (1978-’79, monocolore DC, solidarietà nazionale).
  9. Discorso di insediamento (tema: la violenza). “La pace sociale non significa rinuncia alle legittime aspirazioni e ai modi anche solleciti di farle valere. Significa rinuncia al metodo della violenza e dell’intolleranza. Solo l’ordine democratico può garantire il conseguimento di un risultato positivo”.
  10. Peculiarità elezione. Ancora oggi il numero di scrutini necessari per eleggerlo è un record (23 votazioni). Si vota sempre a Natale. E’ il I presidente che si dimette per motivi politici.
  11. VII) 1978. Sandro Pertini, 1978-1985 (Stella, Savona, 1896 – Roma, 1990): uomo politico socialista. Soldato nella Prima Guerra Mondiale, antifascista, condannato più volte dal regime fascista, esule in Francia, rientrato in Italia, catturato, processato e condannato a 11 anni di reclusione, liberato nel 1943, membro del CNLAI, dirigente della lotta di Resistenza. Deputato all’Assemblea costituente, senatore nel 1948, direttore dell’Avanti e del quotidiano ‘Il Lavoro’, deputato dal 1953 al 1976, vicepresidente della Camera nel 1963, presidente della Camera nel 1968 e nel 1972, presidente della Repubblica nel 1978, senatore a vita dal 1985. Al momento dell’elezione ha 82 anni ed è coniugato con Carla Voltolina, non ha figli.
  1. Insediamento: 9 luglio 1978
  2. Fine mandato: 29 giugno 1985
  3. Motivazioni: dimissioni (per ragioni tecniche). Funzioni di capo di Stato supplente esercitate dal presidente del Senato, Francesco Cossiga, dal 23 giugno al 3 luglio 1978.
  4. Partito di appartenenza: PSI (area centrale)
  5. Modalità di elezione. Grandi elettori: 1011 (953 membri del Parlamento più 58 delegati regionali). Prima votazione: 29 giugno 1978. Data di elezione: 8 luglio 1978. Giorni necessari: nove. Scrutini necessari: 16.
  6. Elezione. Al XVI scrutinio Pertini viene eletto con questi dati: presenti: 995 – votanti: 995 – quorum: 506 – Voti ottenuti: 832 (82,3%). Partiti a favore: DC – PCI – PSI – PRI- PSDI – PLI – DP- PR. Partiti contrari: MSI. Avversari battuti: nessuno.
  7. Legislature di pertinenza: VII (1976-1979) – VIII (1979-1983) – IX (1983-1987).
  8. Governi insediati: Andreotti V (1979, DC-PRI-PSDI), Cossiga I (1979-’80, DC-PLI-PSDI, di tripartito), Cossiga II (1980, DC-PRI-PSI, tripartito), Forlani (1980-’81, DC-PSI-PSDI-PRI, di quadripartito), Spadolini (1981-’82, DC-PLI-PRI-PSDI-PSI, di pentapartito), Spadolini II (1982, DC-PLI-PRI-PSDI-PSI, di pentapartito), Fanfani V (1982-’83, DC-PLI-PSI-PSDI), Craxi I (1983-’86, DC-PLI-PRI-PSDI-PSI, di pentapartito), Craxi II (1986-’87, DC-PLI-PRI-PSDI-PSI, di pentapartito), Fanfani VI (1987, monocolore DC).
  9. Discorso di insediamento (tema: la pace). “L’Italia deve essere, nel mondo, portatrice di pace. Si svuotino gli arsenali di guerra, sorgente di morte, si colmino i granai, sorgente di vita per milioni di creature umane che lottano contro la fame”.
  10. Peculiarità elezione. Per la prima volta delle donne prendono voti per il Quirinale. Il numero di voti presi da Pertini è il numero più alto di consensi preso finora (832).
  11. VIII) 1985. Francesco Cossiga, 1985-1992 (Sassari, 1928 – Roma, 2010): uomo politico democristiano. Docente di diritto costituzionale, deputato dal 1958 al 1979, senatore dal 1983, iscritto alla Dc dal 1945, più volte sottosegretario alla Difesa, ministro dell’Interno nel V governo Moro e nel III governo Andreotti (1976), di nuovo ministro dell’Interno nel IV governo Andreotti (1978) si dimette dopo l’omicidio di Aldo Moro. Presidente della Repubblica nel 1985, senatore a vita dal 1992, torna alla politica come fondatore del partito UDR e poi dell’UDEUR nel 1998. Al momento dell’elezione ha 57 anni ed è sposato con Giuseppa Figurani Cossiga, da cui ha due figli.
  • Insediamento: 3 luglio 1985 Fine mandato: 28 aprile 1992 Motivazioni: dimissioni (per ragioni politiche). Dal 28 aprile 1992 al 28 maggio 1992 le funzioni di capo dello Stato supplente sono svolte dal presidente del Senato, Giovanni Spadolini (Pri). Partito di appartenenza: DC (area di sinistra)
  • Modalità elezione. Grandi Elettori: 1011 (953 membri del Parlamento più 58 delegati regionali). Prima votazione: 24 giugno 1985. Data di elezione: 24 giugno 1985. Giorni necessari: uno. Scrutini necessari: 1.
  • Elezione. Al I scrutinio Cossiga viene eletto con questi dati: presenti: 979 – votanti: 977 – quorum: 674 – Voti ottenuti: 752 (76%). Partiti a favore: DC – PSI – PLI – PSDI – PRI – PCI. Partiti contrari: PR – DP. Avversari battuti: nessuno.
  • Legislature di pertinenza: IX (1983-1987) e X (1987-1992)
  • Governi insediati: Craxi II (1986-’87, DC-PLI-PRI-PSDI-PSI, di pentapartito), Fanfani VI (1987, monocolore DC), Goria (1987-’88, DC-PLI-PRI-PSDI-PSI, di pentapartito), De Mita (1988-’89, DC-PLI-PRI-PSDI-PSI, di pentapartito), Andreotti VI (1989-1991, DC-PLI-PRI-PSDI-PSI, di pentapartito), Andreotti VII (1991-’92, DC-PLI-PSDI-PSI, di quadripartito).
  • Discorso di insediamento (tema: poteri presidenziali). “Il presidente della Repubblica, per quanto di sua competenza, concorrerà al processo di rinnovamento quale rappresentante dell’unità nazionale e quale garante della Costituzione voluta dal popolo italiano”.
  • Peculiarità elezione. Ancora oggi è il più giovane presidente della Repubblica mai eletto (57 anni). Inoltre, per la prima volta, un Presidente viene eletto al primo scrutinio. E’ anche il primo Presidente per cui verrà richiesto lo stato d’accusa (impeachment).

IX) 1992. Oscar Luigi Scalfaro, 1992-1999 (Novara, 1918 – Roma, 2012): magistrato e uomo politico democristiano. Magistrato dal 1942. Deputato all’Assemblea costituente e alla Camera dal 1948 al 1992. Più volte sottosegretario, ministro dei Trasporti nel 1966 (III governo Moro) e nel 1968 (II governo Leone), ministro della Pubblica Istruzione nel 1972 (II governo Andreotti), ministro degli Interni nel 1983 (I governo Craxi), nel 1985 (II governo Craxi) e nel 1987 (VI governo Fanfani). Vicepresidente della Camera dei Deputati nel 1975, 1976, 1979, presidente della Camera nel 1992, presidente della Repubblica nel 1992, senatore a vita dal 1999 in poi. Al momento dell’elezione ha 74 anni, è vedovo di Maria Inzitari, ha una figlia, Marianna Scalfaro.

Insediamento: 28 maggio 1992 Fine mandato: 15 maggio 1999 Motivazione: dimissioni (post elezione successore). Scalfaro, invece di aspettare l’ultimo giorno di scadenza del suo mandato, si dimise con qualche giorno di anticipo. Il presidente del Senato, Nicola Mancino, fu capo dello Stato supplente per tre giorni, dal 15 al 18 maggio 1999. Partito di appartenenza. DC (area di destra)

  1. Modalità di elezione. Grandi elettori: 1011 (953 membri del Parlamento più 58 delegati regionali). Prima votazione: 13 maggio 1992. Data di elezione: 25 maggio 1992. Giorni necessari: 12. Scrutini necessari: 16.
  2. Elezione. Al XVI scrutinio Scalfaro viene eletto con questi dati: presenti: 1002 – votanti: 1002 – quorum: 508 – Voti ottenuti: 672 (67%). Partiti a favore: DC – PSI – PLI – PSDI – Verdi – PDS – lista Pannella – la Rete. Partiti contrari: LEGA – PRC – MSI. Avversari battuti: Gianfranco Miglio (75 voti), candidato di bandiera dalla Lega Nord.
  3. Legislature di pertinenza: XI (1992-1994) – XII (1994-1996) – XIII (1996-2001).
  4. Governi insediati: Amato I (1992-’93, governo tecnico appoggiato da tutti i partiti dell’ex pentapartito, astensione del Pds), Ciampi (1993-’94, governo tecnico, appoggiato da tutti i partiti dell’ex pentapartito e appoggio esterno da Pds e Verdi), Berlusconi I (1994, FI-AN-CCD-Lega Nord), Dini (1995-’96, governo tecnico appoggiato all’esterno dal Polo del buongoverno come dalla coalizione dei Progressisti), Prodi I (1996-’98, governo dell’Ulivo appoggiato da DS-PPI-RI-PSI-PRI-Verdi, appoggio esterno del PRC), D’Alema (governo dell’Ulivo appoggiato da DS-PPI-PDCI-UDR-indipendenti).
  5. Discorso di insediamento (tema: le riforme). “Il presidente della Repubblica rivolge un rispettoso ma fermo invito al Parlamento perché proceda alla nomina di una commissione bicamerale con il compito di una globale e organica revisione della Carta costituzionale”.
  6. Peculiarità elezione. E’ l’elezione più drammatica della storia repubblicana e anche quella che segna la fine della Prima Repubblica e del sistema di voto proporzionale.

 X) 1999. Carlo Azeglio Ciampi, 1999-2006 (Livorno, 1920 – vivente): economista e tecnico indipendente. Laureato alla Normale di Pisa nel 1946, assunto lo stesso anno alla Banca d’Italia, segretario generale nel 1973, vice direttore generale nel 1976, direttore generale nel 1979, Governatore di BankItalia nel 1979 fino al 1993. Presidente del Consiglio di un governo tecnico nel 1993, ministro dell’Economia nel 1996 (I governo Prodi) e nel 1998 (I governo D’Alema), dal 1999 presidente della Repubblica e, dal 2006, senatore a vita, carica che ancora ricopre. Al momento dell’elezione ha 78 anni ed è sposato con la signora Franca Pilla Ciampi, ha due figli.

Insediamento: 18 maggio 1999 Fine mandato: 15 maggio 2006 Motivazione: dimissioni (per favorire il giuramento del successore) Partito di appartenenza: nessuno (tecnico indipendente)

  1. Modalità elezione. Grandi elettori: 1010 (952 membri del Parlamento più 58 delegati regionali). Prima votazione: 13 maggio 1999. Data di elezione: 13 maggio 1999. Giorni necessari: 1. Scrutini necessari: 1.
  2. Elezione. Al I scrutinio Ciampi viene eletto con questi numeri: presenti: 990 – votanti: 990 – quorum: 674 – Voti ottenuti: 707 (71,4%). Partiti a favore: DS – PPI – Verdi – RI – Democratici – SDI – PRI – PDCI – UDEUR – FI – AN –CCD – Partiti contrari: Lega Nord – PRC. Avversari battuti: Luciano Gasperini (72 voti), candidato di bandiera della Lega.
  3. Legislature di pertinenza: XIII (1996-2001) e XIV (2001-2006).
  4. Governi insediati: D’Alema II (1999-2000, governo dell’Ulivo appoggiato da DS-PPI-PRI-PSI-UDR-PDCI-indipendenti), Amato II (2000-2001, governo dell’Ulivo, appoggiato da DS-PPI-PRI-PSI-PDCI-UDEUR), Berlusconi II (2001-2005, governo di centrodestra appoggiato da FI-AN-UDC-Lega Nord), Berlusconi III (2005-2006, governo di centrodestra appoggiato da FI-AN-UDC-Lega Nord).
  5. Discorso di insediamento (tema: la moneta unica europea). “La creazione della moneta unica europea, grande evento politico e non solo economico, ci impone di far sì che l’economia italiana risponda sempre più alle caratteristiche dell’Unione europea”. NB: Per la prima volta il discorso di insediamento di un Capo dello Stato si conclude, oltre che le consuete e rituali esortazioni (“Viva la Repubblica! Viva la Costituzione! Viva l’Italia!”) con una nuova: “Viva l’Unione europea!”.
  6. Peculiarità elezione. E’ il primo vero ‘tecnico’, caratteristica che condivide con Einaudi, ma anche del tutto ‘indipendente’ e non schierato con alcun partito politico (Einaudi era esponente del Pli) ma proveniente da BANKITALIA, di cui è stato Governatore. La sua elezione, pur non essendo la prima effettuata con il metodo delle ‘larghe intese’ (precedente di Cossiga), è stata la più breve in assoluto (quattro ore).

XI) 2006. Giorgio Napolitano, 2006-2013 (Napoli, 1925 – vivente): uomo politico comunista e democratico di sinistra. Iscritto al Pci dal 1994, eletto per la prima volta deputato nel 1953 ne fa parte fino al 1996 sempre riconfermato nella circoscrizione Napoli. Due volte presidente del gruppo del Pci (1981 e 1986), primo comunista italiano in visita negli USA (anni ’70), è considerato il capofila dell’ala riformista o moderata del Pci al seguito del suo padre politico, Giorgio Amendola. Aderisce, sia pure con molti distinguo, alla ‘svolta’ del 1989 che trasforma il Pci in Pds, poi in DS e in Pd. Presidente della Camera nel 1992-1994, è ministro dell’Interno nel I e nel II governo Prodi (1996-’98). Senatore a vita già dal 2005, al momento dell’elezione ha 80 anni, è sposato con la signora Clio Maria Bittoni Napolitano, ha due figli Giovanni e Giulio.

Insediamento: 15 maggio 2006 Fine mandato: 15 maggio 2013 (anticipato per favorire la rielezione al 22 aprile 2013) Motivazione: dimissioni per prestare immediatamente giuramento per il II mandato. Partito di appartenenza: PCI-PDS-DS (area di destra)

  1. Modalità elezione.  I Grandi elettori sono 1009 (951 parlamentari e 58 delegati regionali). Prima votazione: 8 maggio 2006. Data di elezione: 10 maggio 2006. Giorni necessari: due. Scrutini necessari: 4.
  2. Elezione. Al IV scrutinio Napolitano viene eletto con questi dati: presenti: 1000 – votanti: 990 – quorum: 505 – Voti raccolti: 543 (54,8%). Partiti a favore: DS – PPI – altri di centrosinistra – partiti astenuti: FI – AN – UDC. Partiti contrari: PRC – Lega Nord. Avversari battuti: Umberto Bossi (42 voti), candidato di bandiera della Lega Nord.
  3. Legislature di pertinenza: XV (2006-2008) – XVI (2008-2012) – XVII (dal 2013, in corso).
  4. Governi insediati: Prodi II (2006-2008, governo dell’Unione composto da PD-Verdi-PDCI-PRC-Socialisti-altri), Berlusconi IV (2008-2011, governo di centrodestra appoggiato da PDL-Lega Nord-MPA), Monti (2011-2013, governo tecnico appoggiato da cd e cs).
  5. Discorso di insediamento (l’Europa) : “Non esiste alcuna alternativa al rilancio della costruzione europea. L’Italia, solo come parte attiva della costruzione di un piu’ forte e dinamico soggetto europeo, e l’Europa, solo attraverso l’unione delle sue forze e il potenziamento della sua unità d’azione, potranno giocare un ruolo effettivo, autonomo e peculiare nell’affermare un nuovo ordine internazionale di pace e giustizia.
  6. Pecularietà elezione. E’ la prima volta di un ex comunista eletto Presidente della Repubblica.

 XII) 2013. Giorgio Napolitano, 2013-2015 (II mandato): biografia: vedi sopra.

Al momento della rielezione Napolitano ha 87 anni, al momento delle dimissioni ne ha 89.

  1. Insediamento: 22 aprile 2013
  2. Fine mandato: 14 gennaio 2015
  3. Motivazione: dimissioni (per ragioni di salute). Capo dello Stato supplente è, a partire dal 14 gennaio 2015, il presidente del Senato, Pietro Grasso.
  4. Partito di appartenenza: PCI-PDS-DS (area di destra)
  5. Modalità di elezione. Grandi elettori: 1007 (949 parlamentari più 58 delegati regionali). Prima votazione: 18 aprile 2013. Data di elezione: 20 aprile 2013. Giorni necessari: due. Scrutini necessari: 6.
  6. Elezione. Al VI scrutinio Napolitano viene eletto con questi dati: presenti: 997 – votanti: 997 – quorum: 504 – Voti ottenuti: 738 (74,1%). Partiti a favore: PD – PSI – CD – PDL – SC – Lega Nord. Avversari battuti: Stefano Rodotà (217 voti), candidato di bandiera M5S e SeL.
  7. Legislature di pertinenza: XVI (2012-2013, in corso).
  8. Governi insediati: Letta (2013-2014, governo di larga coalizione appoggiato da PDL-PD-Scelta civica-altri), Renzi (dal 2014, a oggi in carica, governo di centrosinistra appoggiato da PD-NCD-SC-Popolari).
  9. Discorso di insediamento (tema: le larghe intese). “Il fatto che in Italia si sia diffuso una sorta di orrore per ogni ipotesi di intese, alleanze, mediazioni, convergenze tra forze politiche è un segno di una regressione, dell’idea che si possa fare politica senza conoscere o riconoscere le complesse problematiche del governare la cosa pubblica e le conseguenze in termini di mediazioni, intese, alleanze politiche”.
  10. Peculiarità elezione. E’ la prima volta di una rielezione della stessa persona al Quirinale, ma è anche la prima volta che un Parlamento elegge due volte lo stesso Presidente della Repubblica mentre, date le nuove elezioni presidenziali che si terranno a partire dal 29 gennaio 2015, sarà anche la prima volta che uno stesso Parlamento elegge per due volte consecutive due Presidenti della Repubblica.
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