#VersoleRegionali/9. #Campania: #DeLuca corre, contro Caldoro, ma rischia di decadere in attesa della sentenza sulla sua incandidabilita’

Il pool di Milano nella fiction tv 1992 di Sky

Il pool di Milano nella fiction tv 1992 di Sky

“L’eleziune, ’accà’ (in Campania, ndr.) se fanne (si vincono, ndr.) a Napùle. O’ sanne pure ’e pietre! (lo sanno pure i sassi, ndr.)”. Le parole, dette in napoletano stretto e ‘sbuffate’, come si dice sotto il Vesuvio, le pronunzia un deputato dem che non ha in gran simpatia Vincenzo De Luca. Il deputato preferisce l’anonimato, ma che un pezzo di Pd non tifi per ‘Enzo’ – almeno di certo non quanto Renzi, che ormai viene in Campania un giorno sì e l’altro pure per cercare di sorreggerne le sorti – non è più una notizia. De Luca ha vinto sì le primarie contro Cozzolino – ex bassoliniano che prima ne contestò l’esito, poi fece buon viso a cattivo gioco e ora spera di sostituire Assunta Tartaglione, segretaria regionale del Pd campano che quasi è sciuta pazza, a cercare di sbrogliarne i guai, dopo che avevano gettato la spugna ben due renziani doc (prima Picierno, poi Migliore) – ma nessuno lo ama, a Napoli.

Per dire, ‘o Re’, Antonio Bassolino (sindaco prima, governatore poi: dieci anni più dieci), piuttosto che farsi vedere al fianco di De Luca, sembra quasi si sia ritirato a vita privata coi suoi amati gatti, O accade che le fuoriuscite, per ‘colpa’ di De Luca, di Guglielmo Vaccaro (salernitano, ex lettiano, oggi anche ex deputato Pd), non si contino più, tra i dem. Ad Ercolano e a Pompei come altrove.

O accade che pezzi di Cgil campana, e pure di minoranza dem, voteranno per il candidato di SeL, l’operaio ed ex dirigente del Pci che fu, Salvatore Vozza, invenzione del ‘sellino’ Arturo Scotto. Ecco, la corsa di De Luca, l’incandidabile (causa legge Severino: ieri, però, la Consulta ha rimandato la palla al giudice ordinario, e non più al Tar, che reintegrò il sindaco di Napoli, De Magistris, solo che il giudice ordinario non potrà che attendere si pronunzi la Consulta, ergo se ne parla non prima di ottobre del 2015…) e delle sue liste, zeppe di tanti ‘impresentabili’ (Saviano ha tuonato) può rivelarsi piuttosto impervia a dispetto delle previsioni della vigilia.

Il candidato presidente del Pd, infatti, sfida il governatore uscente, Stefano Caldoro. Appoggiato da tutto il centrodestra, per una volta compatto e comprensivo di Salvini e Storace, Meloni e Mussolini, Caldoro un suo sistema di potere da guanto di velluto in pugno di ferro lo ha creato, in cinque anni. E se Caldoro sconta l’ormai congenita debolezza di Forza Italia, squassata da liti intestine che, al confronto, quelle romane, so’ pe’ guaglione (per ragazzi), resta in piedi un apparato burocratico, mediatico e anche di potere locale non da sottovalutare.

Senza dire che Caldoro già ha vinto, e bene, contro De Luca, cinque anni fa, e che De Luca è di Salerno. E, cioè, della ‘provincia’. Salerno, infatti, è una piccola città (140 mila anime), mentre Napoli di ‘anime’ ne conta oltre 961 mila. Ne discende che De Luca, se vuole vincere (e, in effetti, è in testa), deve vincere a Napoli città. Infatti, il beneventano è il regno di Nunzia de Girolamo (Ncd) e di Clemente Mastella (Udeur), che tirano la volata entrambi per Caldoro, mentre l’avellinese è il regno di De Mita (Ciriaco), che ha rotto con Casini (ma non con Cesa…) per portare il grosso dell’Udc armi e bagagli a De Luca.

Napoli, dunque. Ma ‘quale’ Napoli? La buona borghesia del Vomero ‘schifa’ a De Luca, ma non ama Caldoro. I quartieri più popolari e più a rischio camorra, dai Quartieri spagnoli a Forcella, da Bagnoli alle vere terre di ‘Gomorra’ (che salgono su, a Nord, verso Sant’Antimo e Casal di Principe, regno dei ‘Casalesi’ come di Nicola Cosentino, Nick o’ Americano, che sta con Caldoro, pur se dal carcere, come di Luigi Cesaro, alias ‘Giggino ‘a purpett’, che sta con De Luca) starebbero con De Luca. Merito, pare, degli impresentabili. La gara è aperta. Chi vincerà? E cchi ‘o sape…

NB. Questo articolo è stato pubblicato il 23 maggio 2015 a pagina 8 del Quotidiano Nazionale.