#MaggioniMonica, professione inviato speciale. Una ‘passionaccia’, quella per gli Esteri. Dai fronti di guerra più caldi alla presidenza della Rai passando per la direzione di Rainews24

Ettore Maria Colombo
ROMA –

Il primo logo della Rai-tv (1953).

Il primo logo della Rai-tv (1953)

ERA SBARCATA a Teheran da direttore di Rainews24, riparte da presidente di tutta la Rai. Un segno del destino trovarsi all’estero e, soprattutto, in un Paese difficile e al centro della questione mediorientale, per Monica Maggioni. Come tutte le donne che visitano l’Iran, Maggioni – che ha seguito in questi due giorni la delegazione italiana in visita nell’antica Persia al seguito del ministro Paolo Gentiloni – indossava foulard e abiti scuri.

Gli esteri e l’amore per il giornalismo sono iscritti nella sua vita, sin da quando era ragazza. Classe 1964, milanese, è facile dire della Maggioni d’esser stata giornalista embedded, cioè «con l’elmetto», al seguito di guerre, posti caldi, Paesi lontani.
La verità è che, come insegnano i grandi inviati (da Ettore Mo fino a Maria Grazia Cutuli) quella per gli Esteri è una ‘passionaccia’, pari soltanto al mestiere di cronista di nera, che Maggioni coltiva da sempre.

ALLA SCUOLA di Giornalismo di Perugia le brillavano gli occhi per i luoghi che, di solito, tutti scansano: voleva fare l’inviato di guerra. Laureata alla Cattolica di Milano, primi articoli per il Giorno, assunta in Rai giovanissima, Maggioni inizia a Tv7 e, per molti anni, lavora al Tg1, giornale di cui è stata conduttrice (anche di Unomattina estate) e inviata. Tra i suoi reportage più belli e intensi: Sudafrica, Mozambico, Medio Oriente, Usa. Maggioni ha raccontato la Seconda guerra del Golfo, la seconda Intifada, gli attentati alle Torri Gemelle, la Palestina, il Libano, di nuovo gli Usa. Nel 2003 è la sola giornalista italiana aggregata all’esercito Usa durante l’avanzata di terra dal Kuwait verso Baghdad: embedded, appunto. Resta in Iraq fino al 2005 e, nel 2008, segue la campagna di Obama negli Usa, poi altre guerre e crisi del mondo.

NEL 2009, da caporedattore centrale della redazione ‘speciali’, cura la realizzazione di diversi approfondimenti, conduce Speciale Tg1 e fa molto altro, ma la svolta arriva nel 2013: diventa direttore di Rainews24. La rete all news della Rai ne era, in realtà, Cenerentola dimenticata e vilipesa, oltre che iper-politicizzata dall’ex direttore (Corradino Mineo, oggi senatore Pd, pasdaran anti-Renzi). Maggioni rivolta Rainews come un guanto e, grazie anche agli investimenti decisi dal dg che l’ha voluta lì, Luigi Gubitosi, plasma una rete che oggi è all’altezza di Bbc World (che fa l’1% di share) e France24 (0,8%). Lo share sale (intorno allo 0,8%), la mattina c’è il boom (anche fino al 2-3%), la sera la tv viene potenziata. I mitici ‘zainetti’ (troupe dotate di antenne mobili) di Rainews24 iniziano ad arrivare ovunque, Italia e Mondo.

RAINEWS24 è oggi in ‘guerra’ di ascolti con Skytg24, che batte quasi ogni giorno, ha rinnovato studi, volti e programmi, si è aperta alla Rete e ai social. Insomma, c’è e si vede. Monica Maggioni è stata anche capace di coltivare relazioni e rapporti con il mondo della politica (ha condotto lei il confronto tra Renzi e Bersani nel 2012 su Rai 1), dell’informazione, della cultura e dell’imprenditoria che conta.
E se da oggi la Maggioni è attesa alla sfida più impegnativa della sua carriera, per una che ha visto la morte, la guerra e i drammi del mondo, i corridoi «dei mille serpenti» e gli intrighi di potere di viale Mazzini saranno una passeggiata di salute.

NB. Questo articolo è stato pubblicato il 6 agosto 2015 a pagina 2 del Quotidiano nazionale

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