In onore di Carlotta e Horace che oggi hanno salvato dei profughi a Kos. E contro gli indifferenti e i razzisti di tutto il Mondo

Le amate figlie del Bruno Carlotta e Zita Dazzi.

 Carlotta e Zita Dazzi

“Ama il tuo prossimo.

No, non questo, il prossimo!”  

(Alexander Dumas)

“Io odio gli indifferenti”

(Antonio Gramsci)

Ciao Carlotta, Ciao Horace, buon mare. Ettore

Carlotta Dazzi aiuta dei profughi nell'isola di Kos

Carlotta Dazzi aiuta dei profughi nell’isola di Kos

IN UN ISOLOTTO NEI PRESSI DI KOS

 Grecia, migranti soccorsi da una barca di turisti italiani

«Urla di bambini nella notte». E la vacanza diventa un’operazione di soccorso Il racconto di Carlotta Dazzi: «Abbiamo aiutato 45 migranti, undici erano bimbi piccoli»

http://www.corriere.it/cronache/15_agosto_10/grecia-migranti-soccorsi-una-barca-turisti-italiani-a76be34e-3f71-11e5-9e04-ae44b08d59fb.shtml

Il medaglione della luna, il silenzio del mare e il lento cullare di onde tranquille. Sono le quattro. A bordo di un 12 metri cabinato la famiglia di Carlotta Dazzi, marito e due biondi marinaretti di 9 e 11 anni, riposa dopo una giornata di vela. Alla fonda nella rada di Ormos Vathi, a sud di Pserimos (isoletta a uno sputo da Kos, arcipelago del Dodecaneso, Egeo orientale) ci sono una decina di barche di varie nazionalità, gente in vacanza che a quell’ora dorme. «Sono state le urla dei bambini a svegliarci», racconta Carlotta Dazzi, giornalista ed istruttrice di vela. «Subito sono schizzata in pozzetto perché ho capito cosa stava succedendo. Non si vedeva un cavolo, buio pesto. Solo lamenti infantili, che sentivamo a poche decine di metri da noi, vicino agli scogli». Carlotta è scesa in mare, su un gommoncino a remi: «Ci siamo avvicinati per farli arrivare in spiaggia in modo sicuro, altrimenti avrebbero dovuto arrampicarsi sulla scogliera, sarebbe stato molto pericoloso, soprattutto perché c’erano tanti bambini». Ad uno, ad uno, tutti o quasi i migranti sono stati accompagnati nella vicina spiaggetta. «Erano circa 45 siriani, tra cui 11 bambini di cui la maggior parte molto piccoli. Un sei o sette giovani madri, un anziano signore con stampelle e un femore malconcio, sua moglie e tanti ragazzi, molti minorenni sicuramente».

Girare la testa dall’altra parte

In questi giorni di emergenza, con l’arrivo di migliaia di profughi ogni mattina sulle spiagge della Grecia, non è raro assistere allo spettacolo straniante di bagnanti stesi al sole mentre in spiaggia sbarcano falangi di disperati. «Nella stessa giornata di sabato – conclude Carlotta – oltre ai siriani che ho aiutato in prima persona, sono sbarcati almeno altri trenta migranti, forse imbarcati su altri gommoni. Alcuni avevano camminato 10 ore sui monti dell’isola prima di riuscire ad orientarsi. Mi hanno raccontato di essere partiti da Bodrum, sulla costa turca, a 23 chilometri di distanza. E per questo breve viaggio hanno pagato alla mafia turca 1300 dollari a testa. Quanto si spende per un’intera vacanza in Grecia».

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