Renzi-Biancaneve cambia strategia: niente nanetti. Nencini lancia l’idea di una lista con radicali, verdi e Pisapia

Matteo Renzi e Giuliano Pisapia

Ettore Maria Colombo PORTICI – PIETRARSA dal nostro inviato

Renzi ‘Biancaneve’ ha cambiato strategia nei confronti dei piccoli ‘nanetti’ (Idv, Verdi, Psi, etc.) che dovrebbero accompagnare il Pd alle Politiche del 2018. Fino a ieri i vari ‘nanetti’ erano convinti che, grazie alla nuova legge elettorale, il Rosatellum, che incentiva a formare pseudo liste ‘civetta’ (ogni lista che prende tra l’1% e il 3% dei voti non conquista seggi ma li assicura alla coalizione), il Pd avrebbe scelto solo di ‘stimolare’ la presenza di tante piccole liste al suo fianco. E, appunto, di far fare loro la parte dei nanetti.

Ma se ancora non si sa come si muoveranno i centristi di Alfano (Ap) e altri pezzi di moderati (Dellai, etc.), il segretario del Psi, Riccardo Nencini, ha proposto ai big del Pd tutt’altra strada. Strada che, nel 2006, non portò fortuna all’unione di Radicali, socialisti e laici che diedero vita alla Rosa nel Pugno (2,6% e 18 parlamentari), nonostante il fatto che la Rosa nel Pugno si presentò non da sola ma in coalizione tra partiti.

Far nascere una Lista Civica Nazionale che punti a conquistare il 3% dei voti e, dunque, a ottenere seggi, ma in alleanza con il Pd. Una lista “laica, socialista, ambientalista, verde e radicale”, è dunque la ‘pazza idea’di Nencini che ieri ne ha parlato con Renzi e che oggi la lancerà ufficialmente dal palco dell’hotel Ergife di Roma dove sono dati appuntamento per un convegno sui massimi sistemi (“Stati Uniti d’Europa”) tutti i pezzi della galassia laica, verde, socialista e radicale. C’è già pure la benedizione di Emma Bonino, che potrebbe essere la vera ‘madrina’ dell’ambizioso esperimento. Cinque saranno i petali di questa nuova Lista Civica Nazionale. I Radicali italiani di Magi. I laici-liberali di della Vedova. I Verdi, ancora in vita, grazie alla tigna del coriaceo Angelo Bonelli. E, ovviamente, il Psi (il simbolo di ognuno dei due, Verdi e Psi, vale l’1% dei voti) ma anche l’Idv di Ignazio Messina.

Più, forse, se ci sta, Campo progressista di Pisapia. Lui, all’Ergife, parlerà domenica: dovrebbe dare la benedizione all’esperimento non tanto per lui, che non si candiderà, ma perché i suoi scalpitano. Come sbotta uno di loro, “ci siamo esposti per mesi, correndo dietro ai tentennamenti di Giuliano, ma se lui può tornare a fare l’avvocato ricco, noi viviamo dei seggi da deputato”.

NB: Questo articolo, pubblicato in forma succinta su Quotidiano Nazionale del 29 ottobre, viene pubblicato qui in forma estesa e originale per i lettori del mio blog.

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