Senato, la minoranza punta i piedi. Roberto Speranza: “L’articolo 2 va riscritto. I senatori siano eletti dai cittadini. No al soccorso dei trasformisti ex azzurri”

NB. Questo articolo è stato pubblicato sabato 12 settembre a pagina 11 del Quotidiano Nazionale

Ettore Maria Colombo
ROMA

Roberto Speranza, leader di Area riformista nel Pd

Roberto Speranza, leader di Area riformista nel Pd

Onorevole Roberto Speranza, lei è il leader della minoranza, Area riformista: a che punto è la notte nel dibattito, dentro il Pd?
«Un grande partito discute, è naturale e legittimo, sulle grandi questioni. Non ci stiamo dividendo sul colore della cravatta di Renzi, ma su temi di merito: lavoro, tasse, riforma elettorale e costituzionale. Ma questa discussione la faccio e la voglio fare dentro il Pd: fuori ci sono solo i populismi di Grillo, Salvini e Berlusconi. Ecco perché alla scissione dico non tre volte, ma dieci volte no».

Ma Renzi vuole allargare il Pd. In un partito che arriva a Verdini e Alfano, c’è posto pure per Speranza?
«Il Pd deve mantenere le sue radici dentro il centrosinistra e dimostrarsi il vero erede dell’Ulivo, non diventare un luogo indistinto dove c’è tutto e il contrario di tutto. Al Partito della Nazione come luogo indistinto dico tre volte no. Alfano è il leader di un partito che si chiama Ncd, Nuovo centrodestra: in questa fase straordinaria è un alleato di governo e la legislatura deve durare, completando le riforme, ma le traiettorie di Pd e Ncd poi torneranno diverse. Noi dobbiamo ricostruire il centrosinistra a partire dall’alleanza con Sel, con cui governiamo tante regioni e tanti grandi comuni».

Però le vostre critiche sono a 360 gradi. Solo ieri, lei ha detto che il governo fa poco per il Sud.
«I dati Svimez ci rendono un quadro drammatico. In 47 deputati abbiamo firmato un’interpellanza urgente: come vengono spesi i fondi Ue per il Sud? Poco e male: 12 mld non spesi nella programmazione 2007/2016, zero nel 2014. Inoltre, da quando Delrio è diventato ministro, non c’è neanche più un sottosegretario ad hoc. Serve un’azione più incisiva, sul Sud, da parte del governo».

Renzi propone l’abolizione dell’Imu e a voi non piace…
«Siamo tutti d’accordo che bisogna abbassare le tasse, ma come? Pongo tre punti. Il primo: bisogna partire dall’abbassare le tasse su lavoro e tutto cioè che crea lavoro, gli investimenti. Il secondo: riordinare la tassazione sulla casa va bene, ma non si può tassare allo stesso modo chi ha un attico in centro e chi una casa in periferia: chi ha di più deve pagare di più. Il terzo: meno tasse non può voler dire meno servizi. Ecco perché bisogna fare una lotta seria e dura all’evasione fiscale. Infine, bisogna introdurre una misura universale di contrasto alla povertà. Solo da noi e in Grecia non c’è».

Finiamo con il tema caldo, le riforme: tutto gira attorno all’articolo 2 della riforma del Senato. Che fare?
«Con l’Italicum, legge elettorale che produce una Camera di nominati, serve un Senato delle garanzie: ai cittadini va restituita la possibilità di scegliere direttamente i loro rappresentanti. Mi auguro che Renzi, nei prossimi giorni, prenda un’iniziativa, ripristinando il metodo Mattarella e privilegiando l’unità del Pd. Basta una sua mossa e l’accordo si fa».

Ma in questo benedetto art. 2 cosa deve esserci scritto?
«I senatori sono eletti direttamente dai cittadini, e non ‘dai consigli regionali’, come è ora. Punto. Senza pasticci o norme confuse. Poi, una legge ordinaria spiegherà come, se con i listini o altro. Il vero obiettivo è il superamento del bicameralismo perfetto e il Senato che non dà più la fiducia».

E se la minoranza non ottiene la riscrittura e vota ‘no’, che accade? Si rompe il Pd?
«C’è ancora tempo e spazio per trovare una mediazione e non voglio pensare che non si possa trovare. Dopodiché, lo stesso Renzi ha ammesso che, sulla Costituzione, non vale la disciplina di partito. Del resto, per un parlamentare, mettere mano alla Costituzione è l’atto e l’impegno più importante. Se una battaglia è giusta, la si fa».

Speranza, Lotti or ora sta dicendo che la linea del partito si rispetta ed è scontato adeguarsi…
«Spero che anche Lotti voglia lavorare per unire il Pd e non per inseguire qualche trasformista del centrodestra ed elemosinare qualche voto in più».

NB. Questo articolo è stato pubblicato sabato 12 settembre a pagina 11 del Quotidiano Nazionale.